Proprietario Roma Ombra...

Che dietro il mercato della Roma ci sia qualche garante? Questo è il pensiero che mi viene di getto pensando quanto non sia neanche immaginabile, con una situazione debitoria come quella della beneamata, poter, non solo rinnovare a cifre importanti il contratto di Daniele e quello di Aquilani, rifiutando, per quest'ultimo cifre da capogiro, ma anche proporre un contratto a Mutu sulla base di soldi che nella realtà delle cose è umanamente impensabile.

Di comunicati e smentite ne abbiamo letti ed ascoltate a iosa. Come del resto. sappiamo quale in realtà sia la situazione debitoria della società. Mi pare ovvio che l'utente di questa passione si domanda come sia possibile tanta qualità di trattative, quando invece si dovrebbe assistere ad una necessaria rivisitazione del mercato e del budget da dedicare al mercato.


Per poter offrire un rinnovo a Daniele di quella entità si è con le spalle parate o semplicemente i soldi provengono da un nuovo proprietario della Roma che è ancora nel'ombra ma che a breve si manifesterà.


Max...

Dalla Spagna con furiore


La seconda finalista dell'Europeo è la Spagna. Nella notte di festeggiamenti a base di Champagne e Aragones, la Spagna gode. La pratica Russia è stata archiviata con un ricco 3-0 e tutti a casa. La rivelazione del torneo la Russia torna in patria con amore e gloria. La Turchia e la Russia devono cedere il passo a Germania e Spagna. La finale di domenica vedrà di fronte la Bella e la Bestia, i Panzer contro i Cavalieri. Domenica sera sarà una gara dalle grandi aspettative e piena di fascino. La partita di ieri ha confermato che le Furie Rosse sono cresciute negli ultimi anni e sono tatticamente e caratterialmente maturi per una finale contro una squadra matura e tosta come quella Germanica. Ieri la squadra di Aragones dopo un primo tempo molto equilibrato, ha preso le redini della partita, nella ripresa, agevolata anche dalla mediocre serata vissuta dai due gioielli russi Arshavin e Pavlyuchenko, e ora si trova a un passo dalla storia. Spagna e Germania si affronteranno per la prima volta in una finale. La Spagna conquista la terza finale dei campionati Europei della propria storia, l'ultima risaliva al 27 giugno 1984 quando, a Parigi, gli iberici furono sconfitti nel match decisivo per 0-2 dai padroni di casa della Francia. Per la Germania invece si tratta della sesta finale dei campionati Europei, l'ultima risaliva al 30 giugno 1996 quando, a Londra, i tedeschi si imposero sulla Repubblica Ceca per 2-1 grazie al golden-goal di Bierhoff al 95' (1-1 al 90'). La partita si è sbloccata tutta nei secondi 45' minuti con le reti di Xavi al 5' della ripresa, Guiza al 28' e chiude la pratica Silva al 36' minuto. Unica nota stonata per gli Spagnoli che Villa causa infortunio salterà l'ultima gara. La squadra di Hiddink esce sconfitta ma con grandi lodi, ha dato modo a tutti i suoi elementi di mettersi in luce e ha dimostrato che il lavoro di questo zingaro del calcio paga sempre. La prestazione della Spagna rende merito al lavoro di Donadoni che per un rigore viene accantonato per il ritorno del Marcello Nazionale, ancora una volta ci affidiamo ai cavalli di ritorno, sperando di non rivivere i fantasmi del passato. Forza Italiani. Alessio De Silvestro

Mamma li Tedeschi!


La prima finalista di questo Europeo è la Germania. La partita rocambolesca fino all’ultimo minuto è finita 3-2 per i Tedeschi. La Germania, la solita Germania dura a morire, un diesel. La partenza della squadra di Loew, che ricorda i personaggi di beautiful, è stata in tono minore ma alla distanza è cresciuta sia a livello fisico che tattico. L’Europeo ha riservato molte sorprese, la Turchia dell’imperatore Terim si è rivelata assieme alla Russia, altra semifinalista, una compagine pronta al salto di qualità. La gara è stata emozionante e molto equilibrata. La Turchia rimaneggiata è partita bene, e ha colpito subito due traverse. La squadra Turca si è trovata subito in vantaggio 1-0 per poi vedersi raggiungere e andare in svantaggio 2-1. Nel finale la Germania dimostra tutto il suo carattere pareggiando e finendo addirittura la partita in attacco e segnando il goal vittoria all’ultimo minuto. La Turchia non soffre le defezioni, ma in campo scende indiavolata. La partenza della squadra Turca è eccezionale, Kazim colpisce una traversa nei primi minuti, al 22' arriva il vantaggio con Boral che segna sulla ribattuta, dopo un'altra traversa colpita da Kazim. La reazione tedesca non si fa aspettare molto, dopo quattro minuti, al 26', arriva il pari di Schweinsteiger che gira di esterno destro in rete su passaggio di Podolski dalla corsia di sinistra. Finisce il primo tempo con il risultato di 1-1. Tante anche le emozioni nella ripresa, la Germania chiede un rigore per un fallo su Lahm, poco dopo è la Turchia a chiedere il penalty per un trattenuta su Kazim. Nel finale al 77’ minuto, uscita disastrosa di Rustu, la Germania va di nuovo in vantaggio con Klose di testa. Sembra fatta per la squadra di Loew, ma la Turchia non si placa mai e trova il pareggio all'86' con Semih. La partita sembra avviata ai supplementari, ma al 90' arriva il terzo gol tedesco di Lahm, che segna, di piatto destro nel sette sul primo palo, dopo un'azione personale. Finisce 3-2: la Germania è in finale. I Turchi non hanno disatteso le previsioni della vigilia ma possono dire a ragione: Mamma li Tedeschi che fortuna. Alessio De Silvestro.

Undici metri sotto il cielo


L’Italia perde contro la Spagna, come aveva vinto l’ultimo Mondiale di Berlino. La Spagna meritatamente vince di rigore. La partita che doveva darci certezze sul gioco e sulla maturità della squadra di Donadoni, non c’è stata. La Nazionale Italiana in una partita giocata in attesa perde nella maniera migliore in cui si può vincere. La gara a tratti è stata combattuta e intensa ma priva di vere e proprie parate da una parte o dall’altra. La settimana era stata densa di probabili formazioni, ma alla fine viene confermata la squadra che aveva battuto la Francia con il solo cambio di Aquilani per lo squalificato Pirlo. La fiducia in avanti viene data di nuovo all’ottimo Cassano e al macchinoso Toni. La partita viene giocata tatticamente bene dalle due squadre, con interventi decisi che l’arbitro Fandel in prima battuta lascia passare senza sanzionare. La Spagna reclama un rigore per un contatto fra Ambrosini e Villa, il direttore di gara però lascia correre. La squadra di Aragones fa più possesso palla e si fa viva spesso in avanti. Ci prova Villa su punizione dai 20 metri, ma Buffon si fa trovare pronto. Dopo un giallo ad Ambrosini, la prima buona occasione per l'Italia: lampo di Cassano a sinistra, cross preciso e colpo di testa del poco fortunato Toni, respinto da un difensore. Villa e Silva tengono in apprensione Buffon con diverse conclusioni dalla distanza, Aragones protesta di nuovo per un fallo (fuori area) di Grosso su Silva sul quale il direttore di gara lascia ancora correre. Si va negli spogliatoi con il risultato bloccato sullo 0-0. La ripresa inizia sulla falsa riga del primo tempo. La Spagna mantiene il possesso della palla, ma l’Italia riparte e a tratti non riesce solo per precisione ad andare in rete. Arriva dalle panchine il momento di cambiare qualcosa. Donadoni fa entrare Camoranesi per Perrotta e Di Natale per Cassano ormai provato. Camoranesi va subito vicino al goal su sponda di testa di Toni, sulla battuta a rete salva Casillas. La Spagna però tecnicamente è sempre temibilissima e con Villa e Silva è sempre pronta a dar fastidio alla nostra difesa. Buffon, su un tiro dalla distanza di Senna con l’aiuto del palo, salva il risultato e si arriva a i supplementari. La stanchezza prende il sopravvento e Di Natale di testa e Villa con un'altra rasoiata non cambiano le carte in tavola. Donadoni pensa ai rigori e mette dentro Del Piero per Aquilani, niente da fare si arriva dove lasciammo due anni fa. Questa volta però niente dejavou, dal dischetto sbagliano De Rossi e Di Natale, a nulla serve la parata di Buffon su Guiza. Dopo 120’ minuti di passione finisce il sogno Europeo, inizia l’incubo del toto allenatore e dei processi. Forza Italia. Alessio De Silvestro

Carramba che sorpresa.


La Nazionale si trova alla vigilia di Italia-Spagna e Donadoni cambia ancora formazione. Venghino signori, venghino, altro giro altra corsa, altro giro altro regalo, forse. La Nazionale Azzurra non ha pace e Donadoni ne è l’artefice. Il Mister ricaricato dalla brillante vittoria qualificazione contro il simpatico Domenech, torna a stravolgere la squadra. Una volta si diceva squadra che vince non si tocca, il Donadoni pensiero recita il contrario. La nota lieta di questo sabato pre partita è l’impiego di Aquilani. Il giocatore Romanista è pronto in rampa di lancio, potrebbe scendere in campo al posto dello squalificato Pirlo. Le novità, non terminano solo con questa nuova soluzione tattica, ma potrebbero coinvolgere anche l’attacco. Toni poco ispirato, tranne che in conferenza stampa, potrebbe lasciare il posto al depresso Di Natale, che si è visto accantonare nella prima partita senza motivo, visto il crollo totale di tutta la formazione, schierata contro l’Olanda. L’ennesima vigilia piena di supposizioni ci fa credere che la formazione che affronterà la Spagna, del tranquillo Aragones, sarà composta da, Buffon, Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso, DeRossi, Ambrosini, Perrotta, Aquilani, Cassano, e Toni. L’Europeo, delle polemiche, arriva nella fase cruciale del torneo, ma le formazioni sono ancora tutte in piedi pronti a dire di nuovo carramba che sorpresa. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

Il nostro canto libero


L’Italia batte la Francia 2-0 e passa ai quarti di finale. In un mondo che non esiste più il mio canto libero, sei tu. L’Italia stasera ha fatto cantare di gioia tutti gli Italiani, è stato il nostro canto libero. La partita è stata giocata su due campi. La nostra gara si è giocata a Zurigo, mentre contemporaneamente si giocava a Berna la partita tra Olanda e Romania. A Berna stesso identico risultato 2-0 per la squadra di Van Basten e Romania a casa. Nella gara degli Orange siamo stati Huntelaar dal Signore. La settimana era iniziata nel peggiore dei modi come spesso è successo durante la guida Donadoni. Le valige in ogni caso erano pronte e le polemiche sarebbero state ancora più feroci. Come sempre però è accaduto l’orgoglio Italiano l’ha fatta da padrone. Una formazione inedita che vedeva, Buffon, Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso, De Rossi, Pirlo, Perrotta, Toni e Cassano ha fatto benissimo e ha a tratti anche convinto. Buona la partenza dell’Italia, al 4' minuto, grandissima palla gol per Toni che tutto solo finisce a lato dai 20 metri. Brutta notizia per Domenech al 10 minuto, Ribery ha la peggio in uno scontro con Zambrotta ed è costretto a lasciare il campo. Al suo posto entra il tanto atteso Nasri. Altra occasione per l'Italia all’11 minuto, Panucci colpisce di testa su calcio d'angolo e costringe Makelele al salvataggio in extremis. L’Italia va finalmente in vantaggio al 25' minuto, Toni è messo giù in area (espulso Abidal), dal dischetto trasforma con freddezza Pirlo. Nasri viene sacrificato da Domenech che è costretto a inserire Boumsong per fare quadrato. De Rossi sfiora dalla distanza il raddoppio, Toni sbaglia almeno tre gol (uno in acrobazia). La reazione della Francia tutta in un diagonale di Henry al 34' che termina fuori. Al 44' altra grande occasione per l'Italia, Grosso centra il palo su punizione, sulla ribattuta Perrotta viene steso in area ma l'arbitro Michel lascia correre. La partita viene giocata con le orecchie puntate a Berna, sperando che non ci regalino il biscotto. Nel finale giallo pesante a Pirlo, che salterà gli eventuali quarti. Prima del riposo viene ammonito anche Chiellini. Inizia la ripresa e arriva subito un altro giallo pesante: lo becca Gattuso, anche lui era diffidato e anche lui salterà gli eventuali quarti. L'Italia soffre la pressione francese, Donadoni inserisce Ambrosini per Perrotta. Al 62’ minuto, arriva il raddoppio azzurro, una punizione di De Rossi dai 25 metri viene deviata in barriera da Henry e si insacca alle spalle di Coupet: 2-0. Altro cambio azzurro: entra Camoranesi per Perrotta e Aquilani per Gattuso. La partita vede una Francia, però ormai stanca, solo Benzema, uno dei più attivi della gara, impegna Buffon in una parata da felino. Da Berna arrivano notizie incoraggianti, l’Olanda ha battuto 2-0 la Romania con goal di Huntelaar e Van Persie. La Francia per l’estate che tarda ad arrivare passa dal Coupet al Cabriolet. Noi Italiani invece con la testa siamo a domenica a Italia Spagna sperando sia, un'altra notte brava. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

Santi Poeti e Campioni


Gli Italiani sono descritti come Santi Poeti e Navigatori, questa sera li vogliamo anche Campioni. Un Europeo iniziato male che speriamo non finisca peggio. Se il buongiorno si vede dal mattino, si doveva capire prima che questo matrimonio non si dovesse fare. Donadoni non è mai piaciuto agli Italiani ancor di meno alla stampa. Un personaggio umorale a tratti spigoloso e permaloso. Un uomo ormai solo, anche se si cerca di far vedere che il clan Italia sia compatto. Nella partita più difficile si cambia di nuovo formazione, la giostra Azzurra non finisce ancora, in campo vedremo: Buffon, Zambrotta, Panucci, Chiellini Grosso, De Rossi, Pirlo, Ambrosiani, Camoranesi, Toni, Cassano. I dubbi nella mente del commissario tecnico, si moltiplicano. Nella conferenza stampa di ieri, Pirlo si è detto sicuro di essere della gara, mentre qualcuno insiste per darlo in panchina. I continui stravolgimenti della squadra sono il segnale di un malumore che cresce e di non avere certezze su niente nemmeno negli uomini chiave. Il cammino dell’Italia aveva dato segnali di scricchiolio e poca empatia, ma si è voluto insistere sull’uomo nuovo. La squadra subisce ancora il fascino di Lippi, troppe le vedove del Paul Newman dei poveri. Stasera ci sarà una partita sparti acque che in ogni caso non garantirà la conferma del tecnico e sa già di saluti finali. La Federazione Italiana dovrà in ogni modo fare il mea culpa e decidere prima della fine dell’Europeo, cosa fare. L’Italia a differenza delle squadre di Club appartiene agli Italiani, noi Romanisti non sopportiamo più i discorsi fatti per la Roma, sull’azienda di famiglia, almeno per la Nazionale ridateci la passione e la parola. La passione quella che viene meno in questi giorni, dove per le strade poche le bandiere e poche le maglie indossate a pelle. Nelle sfida con la Francia non ci saranno in palio solo i tre punti ma anche la voglia di sentirsi di nuovo Italiani. In questo momento di gran difficoltà politico-economica regalateci 90’ minuti spensierati, fateci felici, altrimenti il cielo blu sopra le nuvole tenderà al nero e sarà tardi per le scuse da copione. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

Ride bene che Riise ultimo


La Roma è vicinissima dall'acquisto di John Arne Riise. Dopo le in descrizioni uscite fuori gli ultimi giorni, lo rivela anche il giornale inglese "News of the World", secondo cui per l'esterno norvegese del Liverpool ci sarebbe già l'accordo tra il giocatore e i Giallorossi, mentre mancherebbe ancora quello tra la Roma e il Liverpool. La Roma attendendo gli sviluppi societari, legati all’approvazione da parte di Unicredit, del piano di rientro si muove a fari spenti sul mercato. Se veramente gli Americani con un altro fondo d’investimento, vedi il nome di Blackstone, potrebbero trattare la Roma, allo stesso tempo la Roma sbarca in Inghilterra. Gli ultimi giorni l’interessamento per Saha e Silvestre del Manchester sono confermati da radio mercato. Fronte Europeo se non ci sono state scoperte dell’ultimo momento, abbiamo avuto conferma che i vari Mario Gomez, dello Stoccarda valutato 20 milioni di euro, Gomis del Saint-Etienne valutato 20 milioni di euro, e lo stesso Huntelaar valutato anche lui la stessa cifra, essendo solo in vacanza in Svizzera non valgono queste cifre. Il mercato dei Giallorossi dovrà essere un mercato mirato a non sperperare il tesoretto che ammonta a circa proprio 20 milioni di euro. La Roma vive una fase di grande incertezza unica cosa sicura che se ti muovi troppo a fari spenti rischi di farti male. Forza Roma. Alessio De Silvestro

Panucci amore e poca fantasia.


L’Italia dei miracoli pareggia 1-1 contro la Romania, ma può recriminare. La squadra mandata in campo dal barcollante Donadoni è composta da: Buffon, Zambrotta, Chiellini, Panucci, Grosso, De Rossi, Pirlo, Camoranesi, Perrotta, Del Piero, e Toni. Il Mister forse spinto dalle critiche cambia uomini e modulo, ecco schierare un 4-3-1-2 atipico e nuovo. Tutta la settimana avevamo chiesto a gran voce una formazione di carattere. Dopo la prima partita, persa in malo modo, contro l’Olanda, si voleva una prova gagliarda e in parte c’è stata. La Nazionale è stata modificata dalla prima gara, con gli innesti di Del Piero, Perrotta, De Rossi e Chiellini, ma i tre punti necessari a qualificarci non sono arrivati. La partita però è stata totalmente differente da quella di Berna. L’Italia ha fornito prova di esserci e di voler cancellare l’opaca prova della prima. Il pareggio ci va stretto, molte le occasioni sprecate e troppi i dubbi che ci lascia l’arbitraggio. La squadra di Donadoni si maschera da Roma e come la Roma trova un arbitraggio poco felice. La Nazionale parte subito bene, due occasioni sono sprecate da Toni e poi da Del Piero. La gara però vive di continui ribaltamenti, anche la Romania sfiora il goal con Rat con tiro da 20 metri. Tocca di nuovo all’Italia prima con Perrotta e poi con Toni di testa. La Partita è affrontata dai nostri a viso aperto e si rischia di prenderle e di darle. Momento cruciale il goal di Toni allo scadere del primo tempo, goal regolarissimo e annullato inspiegabilmente. Si arriva al secondo tempo, sicuri di poter sbloccare la partita ma Zambrotta sbaglia un retropassaggio e Mutu ci castiga. L’Italia non si demoralizza e si vede finalmente che il gruppo è compatto a partire dalla panchina che incita a non mollare. La reazione azzurra è immediata: sugli sviluppi di un angolo di De Rossi, torre di Chiellini e tap-in vincente da due passi di Panucci. Donadoni fa entrare Cassano al posto di Perrotta. L’Italia cerca di chiudere la gara ma rischia di nuovo con Petre che si vede respingere un goal da Grosso in scivolata. L'Italia spinge, clamorosa la palla gol per De Rossi (sponda di Toni) che di testa in tuffo costringe Lobont al miracolo. Entra anche Quagliarella per Del Piero. A dieci minuti dalla fine l’arbitro inventa, per un contatto di Panucci su Niculae un rigore fantasma: dal dischetto va Mutu, Buffon, però respinge da Campione. La gara finisce in confusione, il cambio di Ambrosini per Camoranesi ne è un segnale. Stasera dovremo iniziare a fare i calcoli e augurarci che la partita tra Olanda e Francia finisca a reti bianche sperando che non sia per l’Italia un Europeo nero. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

Saldi di fine Estate


La conferenza stampa di Mister Spalletti non ha chiarito molte domande che in settimana si erano affollate nella mente dei tifosi. Come da consuetudine, gli appuntamenti tra giornalisti e addetti ai lavori, potrebbero anche essere evitati per banalità. Le domande ormai scontate ma ancora più scontate le risposte. Durante il Campionato da poco terminato, fu rimproverato De Rossi, ragazzo sincero, perché a fine partita si lascio andare ad un commento troppo realista sul Campionato e i presunti torti arbitrali subiti. Quell’ episodio a conferma, che tranne quando le interviste o conferenze varie non siano preparate, assistiamo ad autentici copioni prestabiliti. In effetti, abbiamo saputo tramite sterili comunicati della possibile cessione o fantomatico passaggio Societario. Del mercato della Roma sappiamo ancora meno, tranne che sarà il caso di andare con calma e non sperperare il tesoretto. La domanda più banale da rivolgere al Mister, del presunto incontro con Roman Abramovich è stata evitata per non creare polemiche, o cadere nel più banale no comment. Il calcio non deve vivere di proclami, ma ci piacerebbe un minimo di sincerità e meno programmazione nelle esternazioni. Le domande dei Romanisti sono le stesse da molti mesi, ci chiediamo da tempo, rimarranno i Sensi al timone di comando? In caso affermativo come si muoverà la Roma sul mercato? Ai postumi, della nostra nevrosi ormai cronica, l’ardua sentenza. I nomi dei palpabili acquisti sono i più svariati, da Riise che ha il placet di Spalletti, a Iaquinta che sembra in rotta con la Juve, da Huntelaar, a Suazo. Certamente sarà confermato Vucinic, mentre ancora più sicuramente cambiarà aria Mancini. La situazione contratti è sempre al vaglio, di sicuro non c’è nulla, unica certezza che tra qualche giorno assisteremo a nuove dichiarazioni, che se sovrapposte saranno le stesse di un mese fa e le stesse di quello prima. Fortunatamente anche noi tifosi siamo sempre gli stessi da anni; gli stessi che saranno pronti a seguire la Roma ovunque e in ogni caso. Forza Roma e basta. Alessio De Silvestro.

Romania contro Romamia


Simpatia Domenech e Donadech. L’Europeo dell’allegria, manca solo Zeman con le sue pause e poi sai che risate. I giornalisti sono da tempo il capro espiatorio del nostro CT. Sicuramente, la radice del cognome di Roberto Nazionale, alla fine avrebbe prese il sopravvento in Donadech e nei suoi Francesismi verso la stampa. Nelle sue ultime esternazioni se non è stato in precedenza chiaro, si è rivelata la sua vera natura di permaloso. Donadoni lo ricordiamo come un Campione vero in campo e fuori. Oggi da selezionatore della Nazionale, dovrebbe sapere che alle volte il prezzo da pagare è anche quello di essere sotto i riflettori della critica. Il lavoro di Mister dell’Italia prevede nelle cose, che si venga anche criticati per scelte sbagliate, com’essere allo stesso tempo applauditi a merito. Roberto Donadoni invece sembra un uomo non più abituato alla gogna, quando sbaglia, i suoi scontri con i mezzi di Comunicazione e i giornalisti in testa sono esasperati. Il Mister dimentica che si viene ben pagati anche per essere spesso al centro delle polemiche, mai come oggi meritatamente. La prossima gara contro la Romania diventa il crocevia tra le stelle e le stalle. Adesso l’Italia e lo stesso Donadoni non possono più commettere passi falsi. La gara contro i Tulipani è stata, a detta di tutti disastrosa, una squadra Ibernata complice forse la città prescelta. Vista la stagione si arriva contro la Romania all’ultima spiaggia. Buffon, a differenza di Toni, ha chiesto scusa e ha promesso una gran prova di carattere. Nessuno ha criticato l’Impegno degli Azzurri, ma certamente la formazione poteva essere migliorata almeno in corso d’opera. Ancora indecifrabile, la genialità di tenere fuori De Rossi, il miglior centrocampista Italiano. La lezione che ci hanno impartito gli Orange, sembra possa avere lasciato il segno anche nello spogliatoio. La squadra che domani andrà in campo a Zurigo, ha fatto già le sue prime vittime. Nella gara di domani Del Piero dovrebbe partire dal primo minuto e De Rossi è dato in pole. La formazione probabile che scenderà in campo vedrà: Buffon, Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso, Camoranesi, De Rossi, Gattuso, Pirlo, Del Piero, Toni. I dubbi nella testa di Donadoni sono molti ad iniziare dal modulo. Gli esclusi in testa il blocco dei centrocampisti del Milan, sembra non abbiano gradito l’esclusione dopo la brutta prestazione contro la squadra di Van Basten. Il clima di casa Azzurri non è più quello goliardico dei primi giorni di ritiro, la tensione che tanto ci piace e ci fa ex bamboccioni, è alle stelle. L’Europeo ricalca in pieno i Tornei precedenti, dove solo quando tocchiamo il fondo, si capisce che bisogna impegnarsi per vincere. La gara contro Mutu e compagni è già iniziata e non sarà facile fare i tre punti. In casa Romanista, ci auguriamo di vedere in campo, nel corso della partita sia Perrotta che Aquilani, che possa essere, in questo momento di gran depressione Nazionale, la Romamia a darci delle belle soddisfazioni. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

Ditelo con i fiori


La squadra Azzurra parte malissimo, perde 3-0 contro gli Orange. Ditelo con i fiori, Italia disastro. L’Italia parte rovinosamente e si arrende a un’Olanda in grande forma. La partita comincia subito male con gli azzurri che entrano in campo distratti, soprattutto in difesa. Donadoni decide, sotto chi sa quale consiglio, poco prima della gara di schierare Ambrosini per De Rossi. L’Allenatore preferisce dare fiducia alla mediana Milanista e proprio il centrocampo, sembra essere la causa della resa Italiana. L’Italia si presenta in campo con Buffon, Panucci, Barzagli, Materazzi, Zambrotta, Pirlo, Ambrosini, Gattuso, Camoranesi, Toni, e Di Natale. Le scelte di Donadoni di lasciare fuori Del Piero e Cassano, sono molto discutibili. Nei primi minuti è subito Van Nistelrooy a mangiarsi un clamoroso goal davanti a Buffon. Sembra che sia un avvertimento, che però gli Azzurri non colgono, da lì a poco arriva il goal dello stesso centravanti del Real. Un goal che sarà molto discusso, perché forse in netto fuorigioco, se Panucci fuori dal campo è ritenuto estraneo all’azione. Polemiche a parte, l’Italia prova affannosamente a reagire alla rete subita, invece stenta e nel giro di pochi minuti subisce il raddoppio da parte di Sneijder, ispirato da Kuyt, a piazzare la girata vincente da due passi. Il primo tempo dimostra che l’Olanda possa far capitolare la squadra Azzurra in qualsiasi momento. Donadoni è incredulo e per poco non subisce anche il terzo gol, quando Van Nistelrooy, ancora lui, fallisce da solo davanti a Buffon. Il secondo tempo inizia sulla scia del primo. Donadoni capisce, forse tardi, che è arrivato il momento di cambiare. Il primo avvicendamento è di Grosso per un legnoso Materazzi. La squadra è ridisegnata con Panucci al centro e Zambrotta a destra. Finalmente arriva il momento di Del Piero per uno spento e isolato Di Natale. La reazione attesa sembra esserci e Alex ha due nitide occasioni per accorciare le distanze. Donadoni crede che sia il momento di rischiare e da spazio a Cassano per il fumoso Camoranesi. La speranza di giocarsi ancora la partita dura poco, perché il portiere del Manchester si esalta su una punizione di Pirlo e sul capovolgimento di fronte arriva il colpo del definitivo ko, a chiudere i conti è di testa Van Bronckhorst. L’Italia è abituata a iniziare male e finire bene ma se stasera potessimo dirlo con i fiori sarebbe una prestazione da crisantemi più che da tulipani. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

Poker d’Assi


Finalmente si riparte con il calcio giocato. Il Campionato Europeo per fortuna è iniziato da due giorni, ma l’Italia scende in campo solo stasera. Gli Azzurri si sono allenati ieri sera, per l’ultimo allenamento in vista della partita di oggi alle 20.45 contro l’Olanda. La formazione dei tulipani allenata da Marco Van Basten è una squadra da prendere con le molle. Sarà fondamentale come in tutte le competizioni Internazionali partire bene. Nelle partite già giocate, si è confermata nel girone A, la forza e la tecnica del Portogallo, che ha battuto 2-0 la Turchia. Inoltre si è visto, nel girone B, che la Germania è squadra capace e di carattere, battendo anche lei 2-0 la Polonia. La squadra Italiana deve assolutamente mantenere alta la tensione, e non partire con il piede sbagliato. Il girone dell’Italia è un girone di difficoltà molto alta. La Francia, la Romania e la stessa Olanda, sono clienti scomodi. Quale vendetta migliore per i Transalpini, se non quella di eliminare subito Materazzi e compagni. Proprio Materazzi sembra l’indiziato numero uno, per la difesa Italiana. Il Balottaggio con Chiellini sembra risolto a favore del Nerazzurro. Se non ci saranno novità dell'ultima ora, l'Italia debutterà con questa formazione: Buffon, Panucci, Barzagli, Materazzi, Zambrotta, Gattuso, Pirlo, De Rossi, Camoranesi, Toni e Di Natale. Il morale dell’Italia nei giorni scorsi è stato molto alto. Lo stesso Donadoni si è detto entusiasta di iniziare questa nuova avventura. Per quanto riguarda i colori Giallorossi, De Rossi a differenza di Aquilani sarà subito della gara. Sicuramente dei fantastici 4 Romanisti, ne sentiremo parlare anche a partita in corsa. La Roma il suo Poker d’Assi alla Nazionale l’ha servito, speriamo che gli avversari stiano solo bleffando. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

Poveri ma Belli



Il periodo delle Sirene ma non quelle d’Ulisse è iniziato. A pochi giorni dalla prima partita dell’Italia, le Sirene che si odono in città, sono quelle dei Teams stranieri nei confronti dei giocatori, e non solo, della Roma. Meno di un mese fa, la Roma sembrava un Diamanti prezioso. La squadra più bella d’Europa a detta di tutti. Una programmazione Societaria, da invidiare, un Mister preparato, una squadra frizzante, giovane e bella. Dopo tre anni di cura Spalletti, la Roma giocava a memoria. Calciatori valorizzati, un ottimo vivaio, grande programmazione. Una Società sana che oltre all’immagine pensava al concreto, bilanci sani e grande competenza senza sperperare risorse economiche. A distanza di poco tempo, è tutto dimenticato, il cambio Societario non è avvenuto. Il magnate Americano, lo zio d’America, si è perso nel deserto degli Arabi. Le chiacchiere sono state tante, la borsa l’ha fatta da padroni. La Consob ha aperto un dossier e vuole chiarezza. I Mezzi di Comunicazione hanno cercato di capire, tra un comunicato e l’altro, cosa stesse accadendo realmente. La tifoseria aspetta chiarificazioni con parole vere e dice basta alle lettere ad effetto o lettura tra le righe. Troppi discorsi e stralci di verità, non hanno fatto nient’altro di creare confusione e polemiche. La popolazione Giallorosa, unico teSoros Romanista, merità di sapere la verità. La Roma, nella bagarre, diviene ora appetibile nei suoi uomini migliori, e anche in Spalletti stesso. Nel frattempo i contratti più importanti, vedi Aquilani, De Rossi, Brighi, e Mancini non vengono prolungati. Le tentazioni sono molte, le squadre che bussano, in questo momento di bufera, alla porta dei procuratori dei Giallorossi, sono molte e con argomenti validi. La Roma dal possibile salto di qualità, si trova al salto nel vuoto. La famiglia Sensi è garanzia di solidità e vittorie nel tempo, ma troppe le vicende economiche che si sono susseguite negli ultimi giorni. I giornali parlano di prossimi piani di rientro della Italpetroli nei confronti di Unicredit. Le verità nascoste sono innumerevoli, ma la soluzione di questo giallo, e poco rosso, noi innamorati di questi colori, vorremmo saperla subito. Noi Romanisti vogliamo una squadra competitiva, una squadra migliorata negli uomini che se ne andranno. Una formazione che va sicuramente potenziata in quei reparti, che anche quest’anno sono sembrati vulnerabili. L’Immobilismo non è visto in maniera positiva e lascia pensare che il momento Societario non sia positivo. Non ci sono troppe certezze, sui problemi di gestione e quanto potrà la Roma investire sul prossimo mercato, o mercatino che dir si vuole. La Roma si ama e non si discute, ma chiediamo chiarezza, sapere se la Squadra sarà rinforzata o se saremo, come spesso è accaduto, ma con orgoglio, Poveri ma Belli. Forza Roma. Alessio De Sivestro.

A qualcuno piace Calvo


Dopo aver capito che sarebbe stata negativa, la risposta di Carlo Ancelotti, il Chelsea starebbe continuando a sondare il terreno Italiano per il suo nuovo allenatore. Secondo la stampa inglese e precisamente lo sostiene il sito inglese "skysports.com", sull’agenda dei Blues sarebbero infatti finiti i nomi di Cesare Prandelli , reduce da una brillante stagione alla guida della Fiorentina, Roberto Mancini e Luciano Spalletti della Roma. Altri nomi, che circolano a Stamford Bridge, per sostituire Avram Grant sono quelli di Frank Rijkaard, Felipe Scolari Ct del Portogallo, oltre alla sorpresa dell'ultima ora, il danese Michael Laudrup, la scorsa stagione alla guida del Getafe. Roberto Mancini, appena esonerato ma legato all'Inter per i prossimi quattro anni, dovrà trovare l'intesa economico sulla rescissione dell'attuale contratto, prima di discutere con Roman Abramovich. In attesa di fare chiarezza sulle sorti del tecnico campione d'Italia, il Chelsea sta valutando le alternative, in primis il tecnico di Certaldo. Spalletti piace al magnate russo per la sua filosofia di gioco offensiva e la capacità di allestire una squadra competitiva anche a livello internazionale non sperperando una fortuna. Secondo il Daily Telegraph Abramovich, è pronto a pagare una penale alla Roma per assicurarsi il tecnico Romanista, e sarebbe rimasto colpito dal lavoro di Spalletti dopo aver seguito la doppia sfida di Champions League dei giallorossi contro il Real Madrid. La Roma dovrà blindare a questo punto, oltre De Rossi e Aquilani anche il tecnico che tanto piace agli Inglesi. Alessio De Silvestro.

Dove osano gli Aquilani


L’Europeo è alle porte. Finalmente si gioca di nuovo e forse è la medicina migliore per noi calciofili, oltre una tachipirina, nome in voga al momento. Gli Europei saranno una bella vetrina per poter fare mercato, o mercatino, che dir si voglia. La Roma in questo torneo da in prestito alla Nazionale, quattro giocatori. In ordine in difesa troveremo, tranne sorprese dell’ultima ora, Panucci preferito laterale da Mister Donadoni, piuttosto che centrale. L’Infortunio di capitan Cannavaro difatti non cambia in corsa il ruolo di Cristian, che potrà dire la sua nel ruolo che preferisce, come esterno basso. A centrocampo, a sorpresa, ha più possibilità di giocare Aquilani che De Rossi. Dopo il Campionato sfortunato, Alberto si trova ad essere pezzo pregiato del mercato Romanista e scelta nuova della mediana Azzurra. De Rossi invece nel suo ruolo dovrà faticare nelle gerarchie di Donadoni, che vede prima di Capitan Futuro i giocatori del Milan. Pirlo, Ambrosini e Gattuso e lo stesso Aquilani potrebbero rilegare Daniele in panca. Strano che il giocatore migliore della Roma, e di tutto il Campionato Italiano, al momento non abbia certezza di avere una maglia da titolare. Per chiudere, Perrotta viene dato in perfetta ripresa fisica. Potrebbe essere il jolly di centrocampo, l’alternativa per il trecquartista atipico, che tanto piace nei moduli del calcio moderno. Tra qualche giorno ne sapremo di più e il fischio d’inizio sarà una liberazione. Oggi le possibilità di schierare uno o l’altro sono infinite, infortuni permettendo, Chiellini insegna, Cassano non gradisce la lezione. I giocatori della Roma possono ritagliarsi un ruolo importante in questo Europeo. Dopo un annata sfortunata e particolare, Aquilani può dare valore aggiunto alla sua stagione e potrebbe lasciare un segno fondamentale anche in chiave Giallorossa. Forza Italia. Alessio De Silvestro.

La passione unico teSoros


Un calcio al pallone in tutti i Sensi. Ore, giorni, settimane di passione e troppe ipotesi. La partita si gioca su più tavoli e quasi per niente sul campo verde di gioco, il più adatto alle sue finalità. Il Pallone un grande divertimento e un amore infinito per tanti tifosi, cambia attitudine ed è confuso con Politica, Economia intrecci Culturali e troppi interessi di porta borse vari. Mi piacerebbe molto parlare del prossimo Europeo che vedrà l’Italia affrontare formazioni di grande spessore. Una manifestazione calcistica che niente ha che vedere con Soros, Arabi, e profeti vari. Un’Italia che dovrà dimostrare di essere Campione del Mondo, nella corsa ipotetica alla vittoria finale, ma soprattutto una squadra ricca di Romani e Romanisti. Ieri portando mio figlio a giocare a pallone al parco, nel vederlo correre felice con tanti bambini dietro quella magica sfera ho messo a confronto le due situazioni. Mi sono chiesto come siano lontane le due realtà, come la passione per un gioco finisca dove ci sono troppi interessi solo Economici, che non coincide con la semplicità di una palla rincorsa per segnare. In città le Radio, i giornali e i Mass-Media rincorrono le notizie vere o false che siano, fanno analisi si schierano e fanno sperare ma dopo un attimo dicono che ci siamo illusi. La famiglia Sensi si sente offesa, usata e ha paura per cosa succederà in caso di mancato accordo se ci fosse poi stato anche la minima trattativa. Tante le smentite e troppe le parole inutili, dimenticando che a breve ci sarà da pensare al mercato e sarebbe giusto parlare di tattica e probabili nuove formazioni. Colpa dei Mass-Media? Colpa della società che cambia? Magari in peggio, ai posteri l’ardua sentenza, unica cosa certa se non arriva Soros non perdo i Sensi. Forza Roma. Alessio De Silvestro.