Undici metri sotto il cielo


L’Italia perde contro la Spagna, come aveva vinto l’ultimo Mondiale di Berlino. La Spagna meritatamente vince di rigore. La partita che doveva darci certezze sul gioco e sulla maturità della squadra di Donadoni, non c’è stata. La Nazionale Italiana in una partita giocata in attesa perde nella maniera migliore in cui si può vincere. La gara a tratti è stata combattuta e intensa ma priva di vere e proprie parate da una parte o dall’altra. La settimana era stata densa di probabili formazioni, ma alla fine viene confermata la squadra che aveva battuto la Francia con il solo cambio di Aquilani per lo squalificato Pirlo. La fiducia in avanti viene data di nuovo all’ottimo Cassano e al macchinoso Toni. La partita viene giocata tatticamente bene dalle due squadre, con interventi decisi che l’arbitro Fandel in prima battuta lascia passare senza sanzionare. La Spagna reclama un rigore per un contatto fra Ambrosini e Villa, il direttore di gara però lascia correre. La squadra di Aragones fa più possesso palla e si fa viva spesso in avanti. Ci prova Villa su punizione dai 20 metri, ma Buffon si fa trovare pronto. Dopo un giallo ad Ambrosini, la prima buona occasione per l'Italia: lampo di Cassano a sinistra, cross preciso e colpo di testa del poco fortunato Toni, respinto da un difensore. Villa e Silva tengono in apprensione Buffon con diverse conclusioni dalla distanza, Aragones protesta di nuovo per un fallo (fuori area) di Grosso su Silva sul quale il direttore di gara lascia ancora correre. Si va negli spogliatoi con il risultato bloccato sullo 0-0. La ripresa inizia sulla falsa riga del primo tempo. La Spagna mantiene il possesso della palla, ma l’Italia riparte e a tratti non riesce solo per precisione ad andare in rete. Arriva dalle panchine il momento di cambiare qualcosa. Donadoni fa entrare Camoranesi per Perrotta e Di Natale per Cassano ormai provato. Camoranesi va subito vicino al goal su sponda di testa di Toni, sulla battuta a rete salva Casillas. La Spagna però tecnicamente è sempre temibilissima e con Villa e Silva è sempre pronta a dar fastidio alla nostra difesa. Buffon, su un tiro dalla distanza di Senna con l’aiuto del palo, salva il risultato e si arriva a i supplementari. La stanchezza prende il sopravvento e Di Natale di testa e Villa con un'altra rasoiata non cambiano le carte in tavola. Donadoni pensa ai rigori e mette dentro Del Piero per Aquilani, niente da fare si arriva dove lasciammo due anni fa. Questa volta però niente dejavou, dal dischetto sbagliano De Rossi e Di Natale, a nulla serve la parata di Buffon su Guiza. Dopo 120’ minuti di passione finisce il sogno Europeo, inizia l’incubo del toto allenatore e dei processi. Forza Italia. Alessio De Silvestro

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